Andrea Berto191 Bertoletti vive e lavora in provincia di Milano.

Nel 2015 si diploma con Lode all'Accademia di Belle Arti di Brera al corso di Grafica.


La sua ricerca artistica unisce l'esperienza autobiografica con elementi naturali e materiali di recupero.  L’artista cerca di dare un peso e una consistenza ai pensieri, ai ricordi ed alle riflessioni sul quotidiano utilizzando lo spazio occupato dagli oggetti, uno spazio affettivo.


Molti di questi oggetti vengono ricercati in luoghi abbandonati o addirittura le opere stesse vengono realizzate in luoghi significativi.

Progetto “0724 I”


L’opera è la metafora della città contemporanea, sempre in continua trasformazione che costringe i cittadini a vivere in uno stato d’ansia e movimento. Siamo costretti ad adeguarci a ritmi frenetici e caotici immersi in un ronzio perenne.

La natura non è più parte fondamentale della vita ma è decoro, così come la diversità delle specie non è più definita dal caso ma da mani esperte che misurano i centimetri di terra per ogni singolo elemento.


In questo scenario ansiogeno i calabroni dell’opera, stampati con la moderna tecnologia 3D ed interamente dipinti a mano, si inseriscono come una sorta di strumento per provocare disturbo e malessere alla vista.

Progetto “Passing Thru”


L’opera racconta di un viaggio che tutti siamo tenuti a compiere, la vita. Non conosciamo di preciso quando finirà e quali imprevisti troveremo sul nostro cammino, sappiamo solo quando è iniziato e chi avevamo accanto quando siamo partiti. Quello che ci aspetta è solo un susseguirsi di tentativi, emozioni ed imprevisti.

Passing Thru utilizza i fiori come metafora per descrivere la modificazione del proprio corpo e del proprio pensiero nel corso del tempo. Ogni singolo tassello dell’opera è un frame, un immagine statica che l’osservatore può completare con il proprio vissuto. Il tema è trattato con una leggera malinconia, essa permette di fermarsi a riflettere su di sé.

La composizione a croce non è un riferimento solo al cristianesimo ma è da considerarsi come un simbolo universale, in molte religioni e credenze antiche, seppur con diverse caratteristiche l’incrocio di due linee viene associato all’adorazione della vita nei suoi vari aspetti o alla morte.

L’opera fa parte della serie “Remains” ed è realizzata adagiando sul supporto pittorico un mazzo di fiori, poi, attraverso la bomboletta spray viene fatta depositare tutta la polvere colorata contenuta all’interno fino a ricoprire interamente soggetto e superficie. Al termine di questa “fossilizzazione” avviene un delicato intervento di rimozione. Sul supporto rimangono impresse le impronte e i resti di quello che vi era appoggiato. Questi resti sono lo spazio affettivo che gli oggetti occupano; è il peso che noi diamo a qualcosa che la rende grande.



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